Non ci capisco un app

La Famiglia tra risorse reali e digitali.
E’ questo il titolo dell’incontro organizzato dall’Associazione ‘Co.Me.Te. Perugia’, che si terrà il prossimo 15 ottobre alla Biblioteca comunale ‘Villa Urbani’ (PG), dalle 15:30 alle 18:30.
L’incontro – patrocinato dal Comune di Perugia – è aperto alle famiglie, educatori e insegnanti, chiunque sia impegnato nella sfida educativa dei cosiddetti ‘nativi digitali’.
Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che i bambini nati intorno dagli anni 90 in poi imparano velocemente copiando il comportamento dei genitori, dei fratelli più grandi e, soprattutto, i loro pari, tanto è che sono stati denominati i”nativi digitali” cioè che hanno un imprinting con un oggetto multimediale. Emerge che da un lato i bambini hanno acquisito ottime competenze tecniche, ma dall’altro mancano di pensiero riflessivo e critico sull’uso delle tecnologie digitali e di consapevolezza sui rischi e sulle opportunità del mondo online. In gran parte questo fenomeno è dovuto al fatto che gli adulti non sono consapevoli del processo di apprendimento dei bambini e dell’importanza del proprio ruolo come mediatori attivi. La mediazione attiva degli adulti, infatti, permette l’integrazione di valori e pensiero critico e aumenta la consapevolezza dei possibili rischi, sfide ed opportunità del mondo digitale.

La Terapia Familiare

Il termine terapia familiare definisce l’approccio psicoterapeutico finalizzato a modificare le dinamiche relazionali tra i vari componenti della famiglia con il l’obiettivo di migliorare il funzionamento della famiglia ed apportare il benessere al singolo soggetto.
In questa ottica viene preso in carico tutto il nucleo familiare e le specifiche dinamiche interpersonali che lo caratterizzano. In terapia familiare il terapeuta si pone in una prospettiva diversa dalle sequenze lineari causa-effetto, utilizzando invece un ragionamento circolare.

EMDR e disturbi alimentari

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L’E.M.D.R. (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo psicoterapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.

L’E.M.D.R. si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Dopo il trattamento il paziente percepisce che il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Il paradigma EMDR, che Francine Shapiro ha ideato, parte dall’idea che le manifestazioni sintomatiche, inclusi i disturbi alimentari, dipendono da passate esperienze traumatiche che innescano un modello di comportamenti, cognizioni ed emozioni, che causano una spirale di sofferenza acuta. Fondamentale diventa così andare a recuperare nell’ambito di una relazione di cura, quali traumi nella forma di esperienze, emozioni, odori e rumori e cognizioni, il soggetto ha vissuto.

Alcune  evidenze scientifiche hanno presentato la possibile correlazione tra le storie caratterizzate da esperienze traumatiche, legate in particolare a maltrattamenti fisici e violenza sessuale, e lo svilupparsi dei disturbi dell’alimentazione (Putnam, 2001; Van Gerko et al., 2005).

Sembra che quella serie di comportamenti disfunzionali messi in atto dai pazienti giochino un ruolo di protezione dai ricordi traumatici intrusivi e fungano da modulatori dell’ansia e di altre emozioni invalidanti. Rabbiavergogna, impotenza, creerebbero un pericoloso circolo vizioso (Molinari, 1999).

La ricerca della perfezione e del controllo che sta alla base della sintomatologia dei disturbi del comportamento alimentare potrebbe avere origine proprio dalle prime esperienze di vergogna. I comportamenti disfunzionali correlati ai disturbi dell’alimentazione avrebbero pertanto un ruolo nell’interruzione di questi ricordi traumatici intrusivi e nella modulazione di emozioni negative di vergogna, rabbia e impotenza.
Maria Luisa Tiberini

Psicologa-Psicoterapeuta EMDR