La Terapia Familiare

Il termine terapia familiare definisce l’approccio psicoterapeutico finalizzato a modificare le dinamiche relazionali tra i vari componenti della famiglia con il l’obiettivo di migliorare il funzionamento della famiglia ed apportare il benessere al singolo soggetto.
In questa ottica viene preso in carico tutto il nucleo familiare e le specifiche dinamiche interpersonali che lo caratterizzano. In terapia familiare il terapeuta si pone in una prospettiva diversa dalle sequenze lineari causa-effetto, utilizzando invece un ragionamento circolare.

EMDR e disturbi alimentari

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L’E.M.D.R. (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo psicoterapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.

L’E.M.D.R. si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Dopo il trattamento il paziente percepisce che il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Il paradigma EMDR, che Francine Shapiro ha ideato, parte dall’idea che le manifestazioni sintomatiche, inclusi i disturbi alimentari, dipendono da passate esperienze traumatiche che innescano un modello di comportamenti, cognizioni ed emozioni, che causano una spirale di sofferenza acuta. Fondamentale diventa così andare a recuperare nell’ambito di una relazione di cura, quali traumi nella forma di esperienze, emozioni, odori e rumori e cognizioni, il soggetto ha vissuto.

Alcune  evidenze scientifiche hanno presentato la possibile correlazione tra le storie caratterizzate da esperienze traumatiche, legate in particolare a maltrattamenti fisici e violenza sessuale, e lo svilupparsi dei disturbi dell’alimentazione (Putnam, 2001; Van Gerko et al., 2005).

Sembra che quella serie di comportamenti disfunzionali messi in atto dai pazienti giochino un ruolo di protezione dai ricordi traumatici intrusivi e fungano da modulatori dell’ansia e di altre emozioni invalidanti. Rabbiavergogna, impotenza, creerebbero un pericoloso circolo vizioso (Molinari, 1999).

La ricerca della perfezione e del controllo che sta alla base della sintomatologia dei disturbi del comportamento alimentare potrebbe avere origine proprio dalle prime esperienze di vergogna. I comportamenti disfunzionali correlati ai disturbi dell’alimentazione avrebbero pertanto un ruolo nell’interruzione di questi ricordi traumatici intrusivi e nella modulazione di emozioni negative di vergogna, rabbia e impotenza.
Maria Luisa Tiberini

Psicologa-Psicoterapeuta EMDR